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11/01/11

Ricibiamo: trasformare lo spreco in risorsa 3

La forza della rete: riscoprire il valore delle relazioni
Abbiamo già sottolineato che portare generi alimentari alle famiglie non è il solo obiettivo che ci siamo posti: il nostro fine più ambizioso è quello di riscoprire il valore delle relazioni e creare una rete in cui il denaro non è l’unica materia di scambio.Crediamo che esista qualcosa che vale di più. Il tempo, per esempio. Ecco perché la nostra idea è quella di divulgare una cultura dello scambio e dell’aiuto reciproco: un’azione di sviluppo sostenibile locale che potrebbe portare vantaggi da un punto di vista economico, sociale e ambientale. Nel nostro disegno futuro ci immaginiamo una rete di contributori: chi è indigente e ha bisogno di un sostegno potrà contare sul nostro aiuto oggi, con la speranza che in futuro si possa mettere in gioco con un altro tipo di attività comunque utile.D’altra parte si sente sempre più spesso parlare di Social Network, tanto che anche le imprese si stanno strutturando sempre più come un network di relazioni tra individui caratterizzati da obiettivi e valori condivisi. Ma allora, se questo vale nel mondo degli affari, non dovrebbe avere ancora più presa per le associazioni no profit?Nel territorio abbiamo infatti riscontrato una crescente attenzione alla tematica dello spreco e così abbiamo capito che una rete solidale, dinamica e stabile formata da interazioni e scambi di beni e attività può aumentare l’impatto di ciascun partecipante.
Filo d’Erba ne è un esempio. Si tratta di una cooperativa artigianale specializzata nella produzione di alimenti vegetariani e vegani, che ha di recente inaugurato un negozio a Valdagno.
Insieme abbiamo avviato una collaborazione per cui ogni settimana riceviamo da loro alcuni pentolini contenenti porzioni di alimenti preparati con cura ma invenduti che sono assolutamente integri e freschi.
In questo modo Filo d’Erba riduce i propri costi di smaltimento per l’invenduto e, contemporaneamente, numerose famiglie possono godere di pasti pronti che ricevono direttamente a casa, consegnati dai volontari di Ricibiamo.
Il gruppo RICIBIAMO

07/01/11

Intervista ad Andrea Segrè (Last Minute Market )

Il 2011 è l'anno europeo contro gli acquisti superflui di cibiCosa succede al cibo scaduto o quasi? Chi ha la responsabilità di riciclarlo o smaltirlo? E quanto costa? Un articolo pubblicato su Repubblica di oggi spiega come il Riciclo diventa business e come la nostra iniziativa Ricibiamo si inserisce nelle soluzioni proposte.Pubblichiamo poi un link su un articolo del Corriere della Sera riguardante gli alimenti scaduti Alleghiamo una tabella sulla reale commestibilita' del cibo "scaduto"L.Ra.

05/01/11

Porta la sporta

Esistono ancora dopo lo shopper monouso, che in teoria è stato eliminato dal 01\01\2011. Stiamo parlando delle bustine di plastica che si è obbligati ad utilizzare nel settore self- service ortofrutta dei punti vendita della grande distribuzione e che pochi osano rifiutare(quando mai è possibile) quando si acquista frutta e verdura.
Un iniziativa denominata "Porta la sporta" pubblicizza un modo alternativo di affrontare questo problema, con l'utilizzo di un semplice retino di cotone. M.B.

31/12/10

Un anticipazione per il nuovo anno

Un prossimo sito possibile per i nostri progetti di sviluppo.
Buon Anno a tutti da HDmenti.

26/12/10

Orti urbani a Londra

Se in Italia il fenomeno degli orti urbani fatica a decollare, in Gran Bretagna sta diventando sempre più popolare un movimento, il “Grow Your Own”, che sollecita chi possiede terreni abbandonati o non sfruttati a metterli a disposizione della cittadinanza perché siano riconvertiti alla coltura di frutta e verdura. L'associazione Capital Growth è la promotrice principale di questa iniziativa. Un interessante articolo di Repubblica spiega questo fenomeno, spinto anche dalla promozione che i giochi olimpici del 2012 dovranno essere a sempre più basso impatto ambientale. M.B

16/12/10

Il sito web è in rete.

E' stato attivato da oggi all'indirizzo web www.hdmenti.it il nostro sito web, al momento c'è solo una pagina di prova, ma invito tutti a visitarla. Il blog resta sempre attivo ed aggiornato. E' poi cambiato il nostro indirizzo @mail di informazioni in:  info@hdmenti.it (nel blog funziona già il collegamento...)M.B.

15/12/10

Come decorare i biscotti di Natale ( english only, sorry...)

Puntata di Report, 12.12.2010

Segnaliamo la visione (o rivisione) della puntata di Report (Rai Tre) del 12.12.2010 tramite questo link o la lettura del testo del servizio "Consumatori difettosi"

"Il Pil, il prodotto interno lordo, è l’unico indicatore che gli stati utilizzano per la contabilità nazionale. La ricchezza delle nazioni si misura calcolando solo tutte le attività dove c’è scambio di danaro. Tutto il resto non esiste: condivisione di saperi, volontariato, autoproduzione di beni. Se le persone si organizzano e condividono le proprie automobili, coltivano orti, fanno il pane a casa, o utilizzano software liberi per far funzionare i computer che altre persone hanno sviluppato e messo gratuitamente a disposizione, il Pil tutto questo e altro ancora non lo vede. Non fa niente che si sia prodotto benessere sociale, queste persone hanno consumato di meno e tanto basta per il calcolo del Pil. Queste famiglie vivono bene ma per il Pil non sono dei buoni consumatori e se l’indicatore non vede crescita delle merci e passaggi di danaro segnala che si sta diventando più poveri. Che l’attività economica intacchi beni comuni come la qualità dell’aria, delle acque, il territorio, le fonti energetiche non rinnovabili, la salute delle persone, la coesione sociale, non importa perché si misura solo ciò che cresce senza calcolare il magazzino che si esaurisce. E ciò che si esaurisce è il capitale umano e naturale sacrificato in nome dell’economia. (dal testo del servizio "Consumatori Difettosi") E' poi anche disponibile in video l'intervista del fondatore di Last Minute Market, Andrea Segrè a "Parla con me" del 07\12\2010.

07/12/10

Bidone d'Oro 2010, i dieci candidati al titolo.




Cinque calciatori brasiliani più l'ormai italo-brasiliano Amauri figurano nell'elenco delle prime dieci nomination per ricevere il Bidone d'oro 2010, tradizionale appuntamento organizzato per l'ottavo anno da Catersport, il programma di Radio2 condotto da Marco Ardemagni, Sergio Ferrentino e Giorgio Lauro. Si tratta di Adriano, Diego, Felipe Melo, Mancini, Ronaldinho e Amauri appunto. Gli altri in lizza sono Fabio Cannavaro, Antonio Cassano, Marco Materazzi ed il rumeno Adrian Mutu. Sabato 11 dicembre dalle 13.30 alle 17.00 e Domenica 12 dalle 10.30 alle 13.00 presso il Centro Energy, via Enrico Fermi 31\a HDmenti organizza uno dei 4 seggi del Veneto nel quale si terrà la votazione elettorale al termine della quale verrà scelto il peggior giocatore della Serie A nel 2010. La squadra più rappresentata è la Juventus con 4 giocatori, tra cui il capitano ex-campione del mondo Fabio Cannavaro, che è al suo debutto tra i bidonabili, Amauri (un solo gol in Serie A nel 2010), Diego (poi passato al Wolfsburg) e il bidone in carica Felipe Melo.L'Inter porta al bidone Amantino Mancini (che ha iniziato la stagione al Milan) e un altro ex-campione del mondo: Marco Materazzi. L'altro rossonero è Ronaldinho, che sta assaggiando spesso la panchina. Adriano, già Bidone d'oro 2006 e 2007, torna in Italia (nella Roma) ed è subito bidonabile. Mutu (Fiorentina) e Cassano (Sampdoria) pagano con la candidatura una stagione opaca .Tra i ruoli netta prevalenza di attaccanti, ben cinque, seguiti da tre centrocampisti, e due difensori. L'albo d'oro della manifestazione comprende Rivaldo (Bidone d'oro 2003), Legrottaglie (2004), Vieri (2005), Adriano (trionfatore nel 2006 e 2007), Quaresma (2008) e Felipe Melo (2009). M.B.

03/12/10

Ricibiamo: trasformare lo spreco in risorsa (2a parte)

Il nostro obiettivo primario? Trasformare lo spreco dei beni in risorse
GENERI DI MERCI (ESEMPIO PURAMENTE DIMOSTRATIVO)
Il nostro primo passo è stato quello di partire dalla catena distributiva: supermercati,negozi, etc dove purtroppo accade che vengono buttati nella spazzatura quantità incredibili di beni il cui contenuto il più delle volte è assolutamente integro e utilizzabile. Le motivazioni sono le più varie: una confezione danneggiata, un’etichetta scolorita, una scatola rotta, una lattina ammaccata,Già da marzo 2010, almeno una volta a settimana alcuni di noi si preoccupano del ritiro della merce presso le strutture che hanno aderito alla nostra iniziativa. Un gruppo di persone si occupa di verificare quanto raccolto catalogando i prodotti su un sistema informatico, che ci permette di effettuare statistiche periodiche sui beni movimentati.Infine, altri membri del gruppo Ricibiamo si prestano al servizio di distribuzione a nuclei familiari ed eventualmente ad altre associazioni che collaborano con HDmenti.
Per poter analizzare e fare delle statistiche migliori sulla quantità e tipologia di beni che ci pervengono stiamo mettendo a punto un nuovo programma informatico per la catalogazione della merce. Anche in questo caso abbiamo cercato una rete di relazioni e l’abbiamo trovata: con gli studenti di alcuni istituti superiori stiamo cercando di realizzare un programma informatico strutturato per la gestione del cibo in arrivo e delle scadenze. L’ obiettivo di sensibilizzare dei ragazzi sul tema del non spreco e del riutilizzo di quanto sarebbe invece buttato è indubbiamente il nostro obiettivo.

Alla prossima puntata
Il gruppo RICIBIAMO

27/11/10

Ricibiamo: trasformare lo spreco in risorsa (1a parte)


Che cos’è lo spreco?
Il concetto di spreco è legato al termine giapponese Muda proprio del Lean Manufactoring, dove sono sprechi tutte le attività che non producono un valore.
Basta questo per farci riflettere..
Possiamo oggi permetterci di fare qualcosa di inutile? di perdere tempo? di “buttare via” cose buone?Eppure mai più di oggi si può constatare quanto venga con facilità gettato nella spazzatura.Ma chi ci rimette? Noi per primi.. per non parlare dell’ambiente che ci circonda!!Un’indagine dell’Adoc sui consumi alimentari delle famiglie, mette in luce l’allarmante dato sugli sprechi alimentari realizzati dagli italiani: ogni anno vengono letteralmente buttati nel cassonetto, in media, 515 euro, pari al 10% della spesa totale effettuata!!In un periodo di crisi come quello che stiamo affrontando, destinare il 10% della nostra spesa alla spazzatura E' un lusso che non possiamo e non dobbiamo più permetterci!Purtroppo però non stiamo parlando solo di generi alimentari, anche se è la maggior parte dei prodotti recuperabili. Esiste una varietà  di eccedenze: dai libri destinati al macero, ai farmaci da banco o parafarmaci prossimi alla scadenza, prodotti per l’igiene e detersivi con la confezione esterna leggermente danneggiata, giocattoli per bambini, passeggini, carrozzine e oggettistica per la cura del bambino, etc...Altri gravi sprechi sono riferiti all’elettricità : caricabatterie attaccati ininterrottamente alla spina, il led sempre acceso della televisione, lavatrici continue anche a mezzo carico..E’ alla luce di queste riflessioni che un anno fa ci siamo posti l’obiettivo di fare qualcosa per sensibilizzare la cittadinanza, per riportare un po’ di cultura e di valori sull’importanza delle cose vere.. e quindi iniziare a recuperare tutto ciò che altrimenti verrebbe buttato e di tentare di trasformare ciò che è considerato scarto in valore.Trasformare lo spreco in risorse, questo è il nostro obbiettivo primario.Ispirandoci ad iniziative analoghe come LAST MINUTE MARKET e BRUTTI MA BUONI ci siamo avventurati in questa esperienza cercando di calarla nella nostra realtà , a partire dalla necessità primaria, ossia l’alimentare.Ecco perchè l’ abbiamo chiamato
RI-CIBIAMO.
Lo spreco alimentare si genera a vari livelli:
· Eccedenza produttiva delle aziende alimentari
· Catena distributiva
· Consumatore finale, ristoranti, mense etc
La quantità di cibo che viene buttata perchè non consumata è una quantità  enorme, ma pochi studi hanno quantificato con precisione le perdite imputabili ai differenti punti della catena. Sta di fatto che vengono perse quantità  importanti di alimenti durante le loro trasformazioni, il trasporto, la distribuzione (supermercati o dettaglianti), nei ristoranti, nelle mense, etc. E questo non è accettabile pensando a quante situazioni critiche ci sono nel resto del mondo ma tutto sommato ci sono anche dietro l’angolo di casa nostra. Da quando è scoppiata la crisi poi il tema sembra essere sempre più vicino: il cibo è un bene primario, eppure il nostro vicino di casa potrebbe essere costretto a rinunciarci pur di non far mancare niente ai figli e alla famiglia. Ci sono numerose famiglie che si sono trovate in questa situazione e sono state costrette a rivolgersi a strutture caritatevoli per procurarsi i pasti, altre invece che, a causa della difficoltà di ammettere una situazione di criticità , portano le famiglie a saltare cene o pranzi. Il recupero dei beni alimentari, rimasti invenduti per le ragioni più varie ma ancora perfettamente salubri, può portare vantaggi a tutta la catena:
· chi li produce (involontariamente e accidentalmente), cioè le imprese commerciali, perchè diminuiscono il costo di smaltimento dei rifiuti
· chi li consuma,
· i bisognosi attraverso gli enti di assistenza,
· le istituzioni pubbliche (comuni, province, regioni, asl) che ne conseguono benefici indiretti,sociali ed ambientali, perchè vedono diminuire il flusso di rifiuti in discarica e migliorare l’assistenza alle persone svantaggiate.Portare generi alimentari non è il solo obiettivo che ci siamo posti: il fine più ambizioso è quello di riscoprire il valore delle relazioni e creare una rete in cui il denaro non è l’unica materia di scambio,ma forse esiste qualcosa che vale di più del denaro: il tempo per esempio.Ecco perchè la nostra idea è quella di divulgare una cultura dello scambio e dell’aiuto reciproco:
un’azione di sviluppo sostenibile locale che potrebbe portare vantaggi da un punto di vista economico, sociale e ambientale.Nel territorio abbiamo riscontrato una crescente attenzione a queste tematiche e l’interesse condiviso di altre associazioni / cooperative /etc.. ci fanno sperare in una rete solidale, dinamica e stabile formata da solide interazioni e scambi di beni e/o attività.
Nel nostro disegno futuro immaginiamo una rete di contributori: chi è indigente e ha bisogno di un sostegno potrà contare sul nostro aiuto oggi, con la speranza che in futuro ci possa dare il suo contributo in una delle attività  della rete. Spinti da questo desiderio di non rimanere indifferenti di fronte ad una perdita dei valori, a marzo di quest’anno abbiamo iniziato la nostra avventura: raccolta, catalogazione e distribuzione del cibo.

Alla prossima puntata.
Il gruppo Ricibiamo